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Per gli internauti meno esperti, che arrivati alla cinquantina scrutano lo smartphone con diffidenza, con indice teso e occhiali sulla punta del naso, questa potrà sembrare una rivelazione sensazionale: Facebook non è l’essenza assoluta di internet, ma solo uno dei miliardi di siti presenti nell’immenso mondo del web!

Cioè?

Molte persone non hanno una cultura ampia di ciò che rappresenta internet nel suo immenso ecosistema. Magari alcuni si sono avvicinati alla rete per la prima volta attraverso uno smartphone e non hanno assistito alla sua storia recente, ignorandone i meccanismi e le regole base di funzionamento.

Quando spellicoliamo i nostri smartphone nuovi di pacca, andiamo come prima cosa ad accedere a Facebook e WhatsApp, che ci mettono in contatto con il resto del mondo.

Ma il mondo non è chiuso soltanto in quelle due app! La rete globale non è fatta solo di lamentele, gossip, notizie allarmistiche (e tendenzialmente false) e foto di gattini pucciosi: c’è molto, ma molto di più!

Facebook nella sua storia relativamente lunga è diventato una sorta di “piazza” digitale, dove ognuno sguazza allegramente con il suo alter ego virtuale. La sua longevità, unita alla possibilità di creare profili privati e aziendali per pubblicare “democraticamente” informazioni, ha fatto del “social blu” un grosso ecosistema chiuso, dove però si ha la sensazione di trovare tutto e tutti e di essere al centro del mondo, quando in realtà così non è.

Ma proprio perchè ad ognuno è data la propria libertà di espressione, non è detto che tutto sia tutto vero quello che si trova in giro.

Non siamo soli nell’Universo

Un po’ come succedeva anni fa girovagando nel mondo reale, l’attenzione sulle notizie e sui fatti di cronaca ormai si è spostata online. Sempre più spesso le conversazioni tra “umani” iniziano con “l’ho visto su Facebook”.

Ebbene, Facebook, seppure nella sua vastità, rappresenta solo una piccola parte di Internet. E’ un sistema chiuso, creato da un’azienda privata e frequentato da persone che, in base al loro grado di cultura e scolarizzazione, pubblicano contenuti più o meno attendibili e veritieri.

Una sorta di democratizzazione della cultura, che però ha portato negli ultimi anni ad un degrado spaventoso, fatto di odio, notizie false, storie inventate e titoloni acchiappa like, che servono solo a creare confusione negli utenti meno esperti.

Questo ci spinge rapidamente a dare tutto per buono, mossi dalla nostra pigrizia nel cercare approfondimenti. Basta a volte fare una breve ricerca sul web (quello vero) per soddisfare in maniera accettabile la nostra fame di conoscenza. La ricerca delle fonti infatti ci aiuta a discernere la verità dalla finzione.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

Dante con questa frase ha racchiuso forse l’essenza della coscienza umana, la base dell’esistenza dell’unico essere vivente della Terra ad essere dotato di raziocinio. In passato l’alfabetizzazione era appannaggio di pochi fortunati elementi dei ceti borghesi o appartenenti ad ordini ecclesiastici; oggi, invece, la cultura è pubblica: abbiamo tutti i mezzi a disposizione per inseguire la conoscenza in ogni forma: gli archivi storici, i tutorial, le enciclopedie online… Basta saper cercare!

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