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Eh no, “Fuga da WhatsApp” non è il titolo di un famoso film che parla di evasione da un supercarcere americano, bensì quello che sta accadendo da qualche settimana sulla nota piattaforma di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook.

Da quando su WhatsApp è apparsa la nuova finestra per l’accettazione delle condizioni che entreranno in vigore a febbraio 2021, in molti hanno sollevato dei dubbi, cercando valide alternative tra la concorrenza.

I nuovi termini di utilizzo del social verde prevedono il data sharing degli utenti con le altre piattaforme del gruppo (tra cui Facebook e Instagram), cosa che ha fatto storcere il naso in molti. L’accettazione delle condizioni deve essere sottoscritta entro l’8 febbraio, data in cui entreranno in vigore, pena l’impossibilità di utilizzare l’applicazione.

La situazione in Europa

In Europa, grazie all’attenzione della Comunità Europea alla privacy dei propri cittadini, le modifiche alla Policy non porteranno a grossi cambiamenti. In questo caso siamo grati al GDPR, finora tanto temuto dalle aziende che si sono dovute adeguare investendo ingenti somme di denaro, che fa da scudo a queste iniziative di accentramento dei dati, evitando di fatto di trovarsi di fronte a delle decisioni unilaterali sul trattamento dei dati personali.

Nel fratempo però pare che la quota di iscritti a WhatsApp stia calando sia in Europa che soprattutto nel resto del mondo, a favore di altri programmi di messaggistica che forniscono le stesse (o maggiori) funzionalità.

Quali sono le alternative?

Telegram ad oggi è quello che sta acquisendo maggior quota di mercato. Simile in tutto e per tutto al prodotto di Zuckerberg, ha nel tempo implementato delle funzionalità che l’hanno posizionato sempre un gradino più in alto rispetto alla concorrenza. Tra i principali vantaggi possiamo annoverare:

  • Maggior sicurezza, grazie ad una solida crittografia end-to-end delle conversazioni;
  • Chat segrete, con possibilità di impostare un timer di autodistruzione;
  • Sviluppo di BOT, programmi utili che permettono di creare giochi, moderare gruppi, fornire informazioni utili, ecc.;
  • Canali pubblici, delle bacheche attraverso le quali gli iscritti possono ricevere ultime novità su un determinato argomento;
  • Videomessaggi, brevi messaggi video da condividere con i nostri interlocutori;
  • Versione Web, che differisce da quella di WhatsApp perchè funziona in maniera totalmente indipendente, anche se il nostro smartphone è spento o scarico.

In molti stanno sperimentando anche Signal, molto più semplice rispetto al già citato Telegram, ma che garantisce una sicurezza ancora maggiore, grazie alla sua natura Open Source (che permette a chiunque di aggiungere nuove features al programma) e alla sua serratissima crittografia per la protezione delle comunicazioni attraverso la rete.

Oltre a questi due programmi, che ormai stanno prendendo piede sempre più velocemente, segnaliamo anche Viber, WeChat e Wire, che rappresentano delle valide alternative, seppur probabilmente meno utilizzate dai nostri contatti.

Vale la pena seguire questa isterica fuga da Whatsapp?

Anche se in Europa a livello di privacy cambia ben poco, ma da forte sostenitore di Telegram la risposta è: assolutamente si!

Ad oggi la tecnologia sul mercato è matura, e permette di scegliere liberamente quale programma utilizzare. Ovviamente in questo caso è necessario che anche i nostri contatti siano a conoscenza del programma che abbiamo scelto, altrimenti non sarà possibile avviare la conversazione. Ma vale davvero la pena evangelizzare amici e parenti all’utilizzo di una tecnologia se questa ci è risultata utile, quindi perché non provarci?

LINK UTILI

Nuova Privacy Policy di WhatsApp
Approfondimento sui Termini e Condizioni di Whatsapp, a cura di CyberSecurity360

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