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La giornata tipica di un digital worker è costantemente bombardata da richieste assurde, che arrivano soprattutto da chi ha poca dimestichezza nel mondo digitale. E’ questa la tormentata esistenza del Problem Solver

Il risolutore di problemi

Chi ha un minimo di dimestichezza con un computer, specie a livelli medio-avanzati, sa di doversi imbattere ogni giorno nella soluzione di problemi. A lungo andare si fa di necessità virtù, per cui diventa un vero e proprio esercizio mentale anche nella vita quotidiana.

Ma guai se qualcuno se ne accorge!

Chi è il problem solver

Il problem solver è quella figura che ha imparato, grazie alle conscenze acquisite nel proprio lavoro, a districarsi tra problemi più o meno complessi, cercando la soluzione più rapida, più economica o meno “dolorosa”.

In generale gli operatori nel settore digitale e informatico hanno una spiccata propensione alla soluzione di problemi, tanto che è una caratteristica richiesta anche dalla maggior parte delle aziende.

L’approccio pragmatico

Tentare di risolvere un problema è un po’ come mettere insieme i pezzi di un puzzle: che sia la realizzazione di un software, l’organizzazione di un evento o anche semplicemente il cambiamento della disposizione del salotto, c’è sempre la necessità di valutare tempistiche, rischi, costi, benefici e obiettivi, per avere sempre sott’occhio un quadro complessivo della situazione.

Mettere insieme questi pezzi aiuta ad avere una visione dall’alto del “progetto”, e serve in qualche modo a prevedere anche possibili criticità e insidie, cercando preventivamente un modo per arginarle o affrontarle.

Questione di abitudine

Quando inizi ad approcciare le situazioni di vita quotidiana come se fossero dei “progetti”, cambia il tuo modo di vedere le cose. Anche un’operazione semplice, come quella di fare la spesa settimanale, diventa un modo per mettere alla prova le proprie capacità di problem solving.

Sembra un po’ eccessivo? Non lo è!

Immagina di lanciarti a capofitto nel supermercato. Magari non hai neanche controllato la dispensa, probabilmente hai fame perchè è quasi ora di cena.

Cosa fai?

Compri tutto quello che ti sembra commestibile, ignorando la possibilità di avere già quelle cose in frigo o dimenticando che l’ultima volta che le hai acquistate hanno fatto una brutta fine, andando dritte nel bidone dell’organico.

E quindi?

Organizzare la dispensa, stilare una lista della spesa sullo smartphone (aggiornandola di volta in volta che ci accorgiamo che manca qualcosa) e monitorare costantemente le scadenze dei cibi ci permette di ottenere dei vantaggi:

  • Risparmi tempo: con la lista pronta vai dritto al sodo;
  • Risparmi soldi: non compri cose inutili o che hai già a casa;
  • Non dimentichi nulla: hai lo smartphone sempre con te, difficile dimenticare la lista a casa;
  • Eviti di tornarci: se ti organizzi bene non dimentichi mai nulla, evitando di dover tornare al supermercato per un solo articolo;
  • Risparmi carburante: cosa da non sottovalutare, puoi ottimizzare anche i costi di trasporto andando a fare spesa in periodi di tempo più distanti tra loro.

Sembrano consigli per casalinghe, ma alla lunga si sviluppa un metodo che diventa standard, applicabile alla qualunque.

Altri esempi?

Mentre vado a far spesa buco la ruota della macchina. Che spavento! E ora?

Hai due possibilità: o ti metti a piangere a lato della strada o tenti di risolvere il problema.

Analizza il problema

La ruota è forata, completamente a terra, non puoi spostare il veicolo. Non puoi abbandonarlo e andartene a piedi.

Risorse a disposizione

Hai un kit di riparazione? Hai una ruota di scorta? Se la risposta è si ad almeno una delle due domande, allora è il caso di mettersi all’opera, altrimenti bisogna chiedere aiuto.

Analisi delle possibili soluzioni

Conosco il problema, conosco le risorse a disposizione, come posso arrivare ad una conclusione? Quali altri possibilità ho per uscire da questa situazione?

  • Riparo la ruota con il kit
  • Gonfio la ruota con il kit e vado dal gommista più vicino (ammesso che ci sia)
  • Se ho la ruota di scorta provo a sostituirla
  • Chiamo il carro attrezzi
  • Lancio l’auto giù da un burrone

Scelta della soluzione migliore

La soluzione migliore non è sempre una, può esserci la possibilità di scegliere delle risposte che siano consequenziali o complementari tra loro, ad esempio:

  • Riparo la ruota con il kit + vado dal gommista più vicino
  • Provo a riparare le ruota -> se non funziona -> chiamo il carro attrezzi

Non l’ho mai fatto / Non lo so fare

Questa è una delle frasi più frequenti che mi sento dire, ma che non sopporto: c’è sempre una prima volta in tutto, e può essere una fantastica occasione per imparare a fare qualcosa di nuovo!

Ne parleremo in maniera approfondita magari in un altro articolo, ma nella maggior parte dei casi avremo a disposizione di manuali di istruzioni, tutorial, amici o conoscenti a cui chiedere, alla peggio si fa ricorso ad un passante.

Viviamo in un’epoca in cui si trovano guide e tutorial per costruire persino reattori nucleari, vuoi che non ci sia qualcuno che mostri come si cambia una ruota?

Gambe in spalla e pedalare

Una volta individuata la soluzione da attuare, è meglio rimboccarsi le maniche e iniziare a sporcarsi le mani.

Magari la prossima volta, prima di fare un lungo viaggio, ricorderai le fatiche immani per sollevare il veicolo con il crick e metterai nella polizza assicurativa il soccorso stradale, così anticiperai l’insorgere dei problemi con una “soluzione a portata di mano”.

Semplice, no?

Ma come fai?

Quante volte vi hanno posto questa domanda?

Non esiste un metodo universale, c’è solo un modo per svignarsela: affrontare il problema e tentare di risolvere.

Chiedere all’amico “quello bravo” e lavarsene immediatamente le mani con la soluzione pronta, non ti aiuterà alla prossima occasione. Anzi, ti renderà ancora meno pronto ad essere autonomo.

Studia, cerca, sperimenta, provaci, sbaglia, riprova, risolvi. Solo con le mani in pasta quotidianamente si può arrivare ad imparare cose nuove e maturare esperienza. Come dice sempre mia nonna “chi non fa, non sbaglia”. E di conseguenza non impara a rimediare.

Ansia da problemi

Molte persone, alla prima difficoltà, entrano in uno stato di ansia: una sorta di blocco psicologico che non gli permette di restare lucidi e continuare a ragionare con serenità sulle cose.

Questo deriva spesso dalla gravità del problema: ci sentiamo troppo piccoli o troppo impreparati per uscirne.

La realtà, invece, è che non si conosce a fondo la situazione, perchè solo studiando il percorso si riesce a trovare una via di fuga!

Non l’ho mai fatto / Non lo so fare

Torniamo all’argomento scottante, forse il fulcro centrale della tormentata esistenza del Problem Solver. Chiunque chieda un consiglio o una consulenza prima o poi tirerà fuori questa frase.

In molti casi si tratta di pigrizia: si cerca di mollare la patata bollente al primo che capita, pur di disfarsi della rogna velocemente e trovare la soluzione già pronta.

Non è molto elegante!

Non è alla mia portata

Anche affidarsi ad un professionista può considerarsi “problem solving”. Quando non abbiamo le risorse, l’attrezzatura o le competenze per fare qualcosa, è importante affidarsi ad una figura che sia in grado di aiutarci nel migliore dei modi, mettendo a disposizione la sua esperienza e professionalità al nostro servizio.

Ovviamente PAGANDO! 😉

Non è una banalità: funziona un po’ come la famosa storia del “cuggino bravo”, che ci fa perdere un sacco di tempo senza venirne fuori, anzi ampliando oltremodo la problematica, con le conseguenze del caso.

In conclusione

Come dicono gli antichi saggi del mio paesello: “tutto si risolve, tranne la morte”.

Questo è un insegnamento prezioso, che getta le fondamenta della cultura umana in relazione alla sua esistenza: ci permette di assimilare l’idea che IN OGNI CASO si può trovare una scappatoia, una via di uscita, ci si può mettere una pezza o fare una cosa fatta per bene, ma nulla è impossibile alla nostra volontà.

Tranne dove ci fermano le leggi della fisica, ovviamente!

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