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Durante la costante ricerca di piattaforme social nuove ed interessanti, ci si può imbattere in: “MeWe, il social di nuova generazione”.

Dopo anni di stradominio di Facebook, ogni tanto viene voglia di provare qualcosa di diverso, di nuovo, giusto per la sensazione di cambiare aria.

Molti sono gli avventori (soprattutto giovani sviluppatori) che cercano di emulare le gesta di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che conta qualcosa come 3 miliardi di utenti, ma sono pochi quelli che riescono a sfondare con idee innovative.

Il progetto MeWe

Nato nel 2006 dalla mente di Mark Weinstein, MeWe è uno strano mix tra passato e futuro. Una piattaforma con un concept nuovo, ma che rispolvera la definizione primordiale di Social Network, con una specie di “operazione nostalgia”.

L’utente torna ad essere l’elemento centrale, vengono incentivate le relazioni sociali senza raccogliere dati personali da vendere a terzi. Gli sviluppatori volevano creare qualcosa di realmente diverso da quello che fanno le big tech, che spremono i loro clienti per ottenere informazioni lasciando in secondo piano la qualità del servizio offerto.

Nell’ultimo periodo facebook ha lanciato delle nuove funzionalità non del tutto testate e piene di errori. Questi errori hanno creato problemi non solo a chi usa il social per svago, ma anche per chi ci lavora.

Aggiungiamo poi che queste funzionalità vengono implementate a macchia di leopardo (per cui non tutti ne fuiscono allo stesso momento) e il danno è fatto!

Primo impatto: un tuffo nel passato

La creazione di un account su MeWe è rapida e gratuita. Subito dopo il primo accesso sembra di essere tornati al 2010, quando Facebook era scarno, con una grafica molto semplice e soprattutto: deserto.

Con un paio di agganci si riesce ad entrare in dei gruppi, che funzionano analogamente a Facebook. L’unica differenza sostanziale è che ogni volta che si entra in un nuovo gruppo ci si trova proiettati in automatico nella relativa chat. C’è la possibilità, ovviamente, di mutarla in qualsiasi momento. Come primo approccio può sembrare strano!

Esattamente come Facebook, si ha a disposizione il proprio account con foto profilo, immagine di copertina e informazioni nel dettaglio.

La nostra bacheca risulta un ambiente “familiare” dove è possibile creare dei post che verranno visualizzati da altre persone in base alla privacy selezionata.

Per facilitare la connessione con i propri contatti è possibile cercarli dalla propria rubrica o invitarli tramite mail.
Fa strano cercare tra oltre 400 contatti e trovarne solo un paio.

Features interessanti

Per essere un “social di nuova generazione” si tratta di progetto un po’ datato, che non offre molta innovazione rispetto alla concorrenza. Dal claim speranzoso ci si aspetta qualcosa di più, ma nonostante il clima un po’ “vintage” qualche piccola chicca interessante l’abbiamo trovata.

Gruppi

I gruppi, con grande sorpresa, sono catalogati per categoria di interesse e per nazione. E’ possibile filtrare, ad esempio tutti i gruppi che appartengono alla categoria “animali”, con una lista che ci mostra l’anteprima e la descrizione del gruppo. E’ tutto così ordinato che viene voglia di star lì tutto il giorno a spulciare qualcosa di interessante. Esperienza surreale!

Post

A differenza di Twitter o Instagram, che permettono di pubblicare soltanto testi brevi o immagini, su MeWe c’è molta più scelta.

Oltre al post testuale (anche lunghissimo, abbiamo testato fino a 60mila caratteri e li regge tranquillamente) posiamo aggiungere la formattazione (grassetto, corsivo, barrato) e allegare files (fino a 500mb), immagini, gif, stickers, video, sondaggi e (ebbene sì) messaggi vocali!

Pagine

Le pagine funzionano in maniera analoga a Facebook, anche se appare tutto molto più semplice e “pulito”. Come per i gruppi, anche per le pagine c’è una pratica funzione di ricerca, con le categorie divise per aziende, brand, artisti e organizzazioni, con relative sottocategorie. E’ possibile seguire le pagine per restare aggiornati con le ultime novità ed è possibile commentare o reagire ai post. Similmente alle reaction di FB, su MeWe è possibile lasciare una emoji sui post per esprimere il proprio stato d’animo.

Creare una pagina costa 2$ al mese e i post vengono visti dai nostri follower in ordine cronologico. Il punto di forza di MeWe è che non c’è nessun algoritmo che gestisce i post e non ci sono campagne pubblicitarie o sponsorizzazioni. I nostri followers vedranno i nostri contenuti nel loro feed in ordine di data, senza impazzire in magheggi strani per raggiungere il nostro pubblico.

Storage

Ogni utente dispone di uno spazio di storage di 8Gb, che serve a “contenere” tutto il materiale che pubblichiamo sulla nostra bacheca (immagini, files, ecc). E’ possibile in qualsiasi momento scaricare tutto il contenuto del nostro storage per salvarlo in locale sul nostro dispositivo. Questo aspetto, che inizialmente può sembrare limitante, è un modo comodissimo per poter salvare dei file da condividere soltanto con determinati contatti, usando il social come una specie di server cloud. Interessante!

Modello di business

Come abbiamo accennato nei paragrafi precedenti, la piattaforma è totalmente gratuita e priva di pubblicità. Non c’è alcuna possibilità di spingere le nostre pagine con un sistema di advertising e non c’è nessun algoritmo che gestisce i feed degli utenti, viene gestito tutto in ordine cronologico. E’ comunque possibile filtrare i post da vedere tra pagine, gruppi, contatti o tutto insieme.

Siccome non vengono utilizzate pubblicità nella home o nelle chat, come guadagnano gli sviluppatori di MeWe?

La piattaforma permette l’acquisto di alcuni upgrade che consistono in pacchetti di emoji, stickers, spazio aggiuntivo di storage e temi, che servono a personalizzare il social in ogni aspetto.
Questi pacchetti possono essere acquistati singolarmente dallo store oppure ottenuti in blocco attivando un abbonamento “premium”. La versione premium permette di ottenere tutti i temi e i pacchetti di sticker, chiamate e videochiamate illimitate e 100gb di spazio di archiviazione, per un costo di circa 5 dollari al mese.

Altro modo con cui MeWe monetizza sono le pagine. Per ogni pagina creata su MeWe bisogna sottoscrivere un abbonamento di circa 2 dollari mensili e non c’è alcun modo per “boostare” i propri contenuti sponsorizzando i post. Possiamo raggiungere nuovi follower soltanto tramite passaparola, condivisione sui gruppi o traffico organico dalla ricerca. Se questo aspetto può sembrare comodo per gli utenti, che ripetiamo non sono bombardati da pubblicità, può essere limitante per le aziende, perchè non hanno modo di espandere il loro pubblico investendo in advertising sulla piattaforma.

Dopo qualche settimana di utilizzo

L’esperienza utente è simile ai primi anni su Facebook: interfaccia pulita, tempi di risposta tutto sommato veloci, spiazza la semplicità con cui è possibile fare ogni azione. E’ tutto al suo posto, senza generare confusione. Anche l’app mobile è comoda e veloce, permette di fare tutte le funzioni che ritroviamo da sito desktop, anche se ogni tanto si presentano dei piccoli impuntamenti, soprattutto nelle chat di gruppo sempre così frenetiche e affollate.

Il loro claim recita “MeWe, il social di nuova generazione”, anche se per diversi aspetti non abbiamo assistito a nulla di nuovo. Una copia senza pubblicità del Facebook di 10 anni fa, frequentato quasi esclusivamente dagli esodati di Google Plus (chiuso nel 2019): una nicchia ristretta di persone attente alla privacy, che sotto profili palesemente celati, pubblicano i soliti post da “buongiornisti seriali”, con gif animate, frasi d’effetto e qualche foto presa dal web.

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