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La riduzione dell’impatto ecologico delle aziende dovrebbe essere un tema quasi superfluo da trattare, e invece non è così scontato.

Per le BigTech si tratta di un impegno su scala globale, per cui non possono tirarsi indietro. Molte di loro si stanno muovendo per ridurre gli sprechi e delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. L’obiettivo principale è azzerare la produzione di CO2 immessa nell’atmosfera.

Ma cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo?

Merce in ingresso, rifiuti in uscita

Tutto quello che entra nei locali della nostra azienda dovrà in qualche modo uscire, anche se in minima parte.

Si tratta di oggetti che restano seppelliti tra le cianfrusaglie in magazzino o di tutti quegli acquisti online che si portano dietro tonnellate di plastica e cartone usati per gli imballaggi.

Organizzare e ragionare bene le spese ci permette di reprimere l’istinto dello shopping compulsivo, e ci aiuta anche a risparmiare tempo e denaro. Se poi parliamo di merce reperita online riduciamo anche il numero di spedizioni e la relativa quantità di rifiuti prodotti.

Raccolta differenziata

La raccolta differenziata negli ultimi anni si è evoluta velocemente. Da iniziativa spontanea e volontaria, è rapidamente diventata un’abitudine quotidiana, incentivata anche dagli ingenti investimenti messi in atto per garantire la raccolta porta a porta in molti comuni italiani.

Per garantire un risultato efficace sulla differenziazione dei rifiuti, può essere necessario formare i collaboratori sulle direttive vigenti, che possono cambiare da comune a comune.

Designare un responsabile può rivelarsi una mossa intelligente.

La persona incaricata (in maniera informale, alternando il compito tra i vari dipendenti) si occuperà di rispettare le “consegne” tenendo conto del calendario dei conferimenti.

Per incentivare il responsabile a fare bene il suo lavoro, si può pensare di ricompensarlo con un piccolo contributo (economico, o sottoforma di benefit), in modo da motivarlo a fare sempre meglio e ringraziarlo per il suo ruolo utile all’azienda.

Le pause caffè

Quanto inquinano le pause caffè? Un sacco!

Bicchieri monouso, palette in plastica, capsule del caffè e bustine di zucchero monodose rappresentano un’enormità di rifiuti da smaltire. Alcuni di loro non sono riciclabili e finiscono direttamente nell’indifferenziata. Uno spreco, non credi?

Ma come si può ovviare a questo “problema”?

Disporre nell’area relax di tazzine in vetro o ceramica lavabili, puntare a bicchieri monodose compostabili o in carta, acquistare capsule riciclabili o riutilizzabili, evitare le palette di plastica e utilizzare bustine di zucchero in carta riciclata.

Sono tanti piccoli accorgimenti che in un anno solare fanno tantissima differenza per noi e per il pianeta.

E’ vero che bisogna sbattersi un po’ di più, rinunciando a delle piccole comodità, ma è per una buona causa!

RAEE

La tecnologia si evolve velocemente, così come i dispositivi hardware che utilizziamo. Tendiamo sempre a conservare componenti obsoleti cercando di dargli una seconda vita, ed è anche un gesto nobile, ma quando il dispositivo diventa talmente vecchio da non poter essere più utilizzato è bene conferirlo negli appositi centri di raccolta.

Eviteremo di avere tra i piedi inutili oggetti che occupano spazio e attirano polvere, e gli daremo sicuramente una seconda possibilità (se smaltiti correttamente).

Quindi è meglio fare una ricognizione periodica per valutare se ci sono in giro hard disk, smartphone, telefoni, router, switch, monitor, stampanti ad aghi, floppy disk e altro materiale.

Energia elettrica e illuminazione

L’energia elettrica è la linfa vitale di tutto quello che facciamo durante la nostra giornata (lavorativa e non).

Il mercato libero ormai ci mette a disposizione una miriade di offerte, tra cui anche la possibilità di scegliere energia proveniente in parte o completamente da fonti rinnovabili (come eolico, geotermico, solare, ecc.).

Oltre all’attenzione alle fonti di approvvigionamento, bisogna stare molto attenti anche ai consumi. Si possono metter in atto tante piccole modifiche, che al momento possono rappresentare un onere aggiuntivo, ma che ci porteranno ad un risparmio a lungo termine.

Sostituire le lampadine con quelle di ultima generazione, ottimizzare l’illuminazione artificiale, analizzare eventuali perdite negli impianti, acquistare apparecchiature votate al risparmio energetico… la lista sarebbe infinita. Risparmio per la bolletta e per il nostro amato pianeta!

Stacca! Stacca!

I led dei PC o dei monitor, le stampanti in standby anche nei weekend, i router sempre accesi: sarebbe bene darsi una regolata! Ci sono dei dispositivi che usiamo per poche ore a settimana ma che restano in funzione tutto il giorno, andando a dare il loro minimo contributo al consumo energetico dell’attività.

In questo caso ci aiutano i firmware dei vari dispositivi, sempre più predisposti al risparmio energetico, che possono essere programmati per spegnersi automaticamente in alcune ore della giornata, o in giorni predefiniti. Se non abbiamo questa possibilità, ci vengono in aiuto le prese smart, che aggiungono funzionalità extra anche ad apparecchi elettrici semplici e poterli programmare da remoto tramite smartphone.

Riparare è meglio di acquistare

Come già detto, disfarsi dei rifiuti RAEE inutilizzabili è sempre buona cosa. Ma ci sono dei prodotti che semplicemente non usiamo perchè guasti o malfunzionanti. Nei limiti del possibile ci si può rivolgere a dei centri specializzati per tentare di riparare o ricondizionare questi apparecchi, per renderli di nuovo performanti al massimo, evitando di spendere altro denaro per acquistarne di nuovi.

Donare è bello (e utile)

Possiamo anche pensare di donare pc, smartphone o tablet a persone che ne hanno bisogno attraverso le scuole o le associazioni di volontariato. Dispositivi che per noi diventano obsoleti per il lavoro, possono essere comunque utilizzati da altre persone per operazioni di vita quotidiana, per studio o svago. Facciamo spazio in ufficio e rendiamo felice qualcuno. Bello no?

Educare e informare i collaboratori

L’educazione del team e la sua collaborazione sono aspetti di fondamentale importanza perchè il meccanismo giri in maniera fluida e senza intoppi.

Ognuno nel suo piccolo deve contribuire a fare la sua parte, ognuno deve sentirsi motivato a contribuire con i propri comportamenti a raggiungere obiettivi comuni non solo per far del ben alle tasche della società, ma anche per contribuire alla sopravvivenza del pianeta.

Dedicare poche ore l’anno alla formazione sembra poca cosa, ma permette di definire delle linee guida comuni da seguire. Anche il materiale informativo (cartelli, vademecum, infografiche, ecc.) è un segnale visivo che ci può rimettere in riga anche quando siamo un po’ distratti.

Automazione e monitoraggio

Monitorare l’utilizzo delle risorse permette anche di poter migliorare alcuni comportamenti che risultano dispendiosi per l’azienda.

Alcune azioni quotidiane, come spegnere alcuni dispositivi o abbassare l’intensità delle luci, possono essere totalmente automatizzate per evitare di curarcene ogni volta, con il rischio di dimenticarcene. A tal proposito vengono in aiuto una serie di dispositivi e sensori che ci rendono la vita facile con il minimo sforzo.

Ridurre l’impatto ecologico delle aziende un passo alla volta

Ogni gesto, anche piccolo, che facciamo, può essere un grande passo per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Per poter migliorare giorno per giorno bisogna tenere sott’occhio i dati: solo in presenza di essi è possibile monitorare il nostro percorso di miglioramento per aggiustare costantemente il tiro.

Quali iniziative metti già in atto per diminuire l’impatto ambientale della tua azienda? Quale ritieni interessante da attuare?

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