Tempo di lettura: 2 minuti

ClubHouse, il social “vocale” di cui tanto si parla, è esploso velocemente, arrivando in pochi giorni a contare milioni di utenti.

Si tratta fondamentalmente di una serie di stanze virtuali nei quali i partecipanti possono dialogare per mezzo della voce. Una sorta di chat vocale di gruppo.

Per spingere l’interesse per quest’applicazione a livelli altissimi, la strategia degli sviluppatori è stata quella di dare accesso agli utenti solo tramite invito e creare delle room con personaggi famosi, in modo da far percepire ai partecipanti la possibilità di poter dialogare in tempo reale con dei VIP.

Il fenomeno ClubHouse

Tutto ciò ha favorito la veloce diffusione dell’App, creando un “desiderio di appartenenza” a quella cerchia elitaria di utenti, relegati al momento solo su dispositivi iOS.

Tutta questa esclusività ha scaturito un vero e proprio mercato secondario degli inviti. Molti utenti hanno venduto gli inviti in eccesso su varie piattaforme online, per cercare di spuntare prezzi tutto somato folli.

Sembra assurdo che qualcuno acquisti a diverse decine (se non centinaia) di euro degli inviti “esclusivi” ad un’App Social, ma il giocattolo studiato dai creatori ha funzionato talmente bene che in molti hanno ceduto pur di esserci.

Androidiani? Non li vogliamo!

Ebbene si, al momento i possessori di dispositivi Android sono tagliati fuori dal circolo (ce ne faremo una ragione).

Per sopperire a questa mancanza, in molti si sono messi in cerca di valide alternative.

Tra le varie proposte noi abbiamo trovato SPACE, già da alcuni rinominata affettuosamente la “ClubHouse dei poveri”.

Space: un po’ di storia

Space App è nata nell’agosto del 2020, sviluppata da Zeeshan Sheikh, si basa su degli spazi nei quali è possibile creare delle stanze vocali. Le room possono essere avviate in live o schedulate ad una data prestabilita e si può decidere di far partecipare chiunque o restringere l’accesso agli utenti su invito.

Inizialmente, secondo quanto riferito dallo sviluppatore, la piattaforma voleva diventare uno strumento di collaborazione in ambito aziendale, per riunioni o collaborazioni da remoto, ma con l’esplosione del fenomeno ClubHouse si è trasformato in un vero e proprio social network.

Lo sviluppo è ancora in corso, c’è una roadmap sostanziosa che prevede integrazioni con servizi esterni (tra cui Slack, Google Calendar, ecc.) e la sistemazione di alcuni problemi sia da dispositivi mobili (Android, iOS) che da desktop. Infatti a differenza di altre applicazioni presenti sui vari marketplace, Space ha anche una versione web accessibile da browser, che permette di sfruttare il computer per partecipare alle chat vocali: una grande comodità.

Il Venerdìgital

Dall’idea di Rocco Sgroi di movingWords, che ha scoperto e ci ha presentato quest’app, è venuta fuori l’idea di fissare un appuntamento settimanale chiamato “Venerdìgital” all’interno dello space “Behind The Screen”.

Nella room, prevista per ogni venerdì alle 18.00, trattiamo temi inerenti il mondo dell’industria digitale, con un tono da “dopolavoro”. Un ambiente rilassante e stimolante dove il confronto è spogliato di ogni riferimento al personal branding dei partecipanti. Diventa, di fatto, quasi un incontro tra anonimi sconosciuti, dove ognuno può esprimersi liberamente senza sentirsi addosso il giudizio legato alla propria posizione.

https://joinspace.co/
Behind The Screen su Space App

Gruppo Telegram
Gruppo Facebook
Pagina Facebook

Classe Operaia

Classe Operaia

La Classe Operaia del Web